“Un fluire lento e inesorabile”

3

 

 

Antonio Gesualdi, giovane artista cavese, nel 2008 fonda la “scuola bonsai del mediterraneo” che diviene in poco tempo un punto di riferimento a livello locale per tutti coloro che spinti da passione, scopi professionali o semplice curiosità vogliano iniziare ad avvicinarsi al mondo del bonsai. Oggi abbiamo deciso di intervistarlo per capire come è nato il suo amore per questa disciplina sopravvissuta nei secoli e giunta sino a noi dal lontano oriente.

Antonio, la tua è una delle poche realtà del meridione dove si preserva e diffonde l’antichissima arte del Bonsai. Come ti è venuta in mente l’idea di approcciarti a questa disciplina ?

<< Sin dalla tenera età sono stato cultore appassionato della nobile arte del bonsai. Tutto iniziò ad 11 anni quando i miei genitori mi regalarono un libro dal titolo “tecniche di Bonsai” da allora ho continuato a documentarmi con altri libri, riviste e video oltre a perfezionarmi nella pratica da autodidatta, lavorando nel giardino della mia famiglia. >>

Il luogo dove insegni e lavori si chiama “ai-ki bonsai-en” che in giapponese significa giardino dell’armonia e dell’energia. A cosa è dovuta la scelta di questo nome così particolare ?

<< Questo nome racchiude in se la mia concezione della pratica bonsaistica: quando lavori con le piante senti fluire tra le tue mani l’energia della natura…non dimentichiamo che questa tecnica agronomica è profondamente influenzata dal Taoismo , una filosofia orientale che tende a intravedere scintille dei vita in ogni piccola cosa. Fare bonsai significa avere attenzione verso forza creatrice della natura, armonizzarsi, fondersi con essa riscoprendo cosi l’origine della propria umanità . >>

Sei stato uno dei pionieri in questo campo a livello locale, avendo iniziato a lavorare con le piante quando era ancora poco diffusa nella nostra provincia . Attualmente secondo te a che punto è l’insegnamento della cultura del bonsai ?? a tuo avviso come si può stimolare interesse verso questa disciplina?

<< Da decenni quest’arte è diffusissima in tutto il mondo. Contrariamente a quanto si pensa, l’Italia è sempre stata all’avanguardia nel movimento bonsaistico e ne è la dimostrazione la vasta editoria di riviste specializzate nel settore. In Campania, quando iniziai ad insegnare, la pratica era ancora poco diffusa, e propio per questo sentii la necessità di creare un posto in cui ci si potesse approcciare nella più totale rilassatezza e con l’uso dei più moderni ausili tecnico-artistici a questa fantastica disciplina . Dagli anni 2000 in poi purtroppo il numero di praticanti è calato a causa della crisi economica, ma non perché fare bonsai sia un attività particolarmente costosa… anzi tutt’altro! >>

Cosa significa per te creare bonsai? quali benefici può dare questa pratica alle persone?

<< Oltre ad essere “bonsaista” sono anche scultore e pittore, perciò per me la pratica del bonsai è un alta forma d’espressione artistica. Le mie lavorazioni sono ricerca oltre che mera pratica agronomica. Mi pongo sempre obiettivo di innovare e sperimentare per ottenere prodotti nuovi ed originali…personalmente mi piace fondere le tradizionali tecniche di lavorazione giapponesi con spunti artistici derivanti dalle mie altre passioni >>

A tuo avviso come si può stimolare interesse verso questa disciplina? quali canali di comunicazione utilizzi per promuovere la tua attività?

<< Sicuramente tramite i media si potrebbe dare maggiore visibilità alla pratica bonsaistica, basti ricordare il “boom” che ci fu in Italia negli anni 80 grazie a film come karatè kid. Da li nacque un ampio filone di appassionati, trasmissioni di giardinaggio iniziarono a parlare in modo più approfondito di quest’arte che purtroppo oggi ha ingiustamente poca risonanza. Personalmente essendo un professionista affermato nel campo non ho bisogno di sponsorizzarmi più di tanto , lavorando principalmente tramite passaparola. I miei allievi sono Bonsaisti appassionati che hanno già le basi per poter operare autonomamente, quindi si rivolgono a me per sviluppare nuove tecniche e migliorare le proprie conoscenze. L’ “ai-ki bonsai-en “ è un luogo d’ incontro in cui domina la disciplina giapponese del kaizen (perfezionamento continuo) un posto dove è possibile  scambiarsi idee e lavorare insieme armoniosamente . >>

Cosa suggeriresti a un giovane aspirante maestro di bonsai ? quali conoscenze o abilità sono necessarie per trasmettere questa disciplina agli altri?

<< Ad un aspirante maestro suggerirei di studiare tanto. Per fare bonsai è necessario un lungo percorso formativo, lavorare tante piante, avere grande pazienza oltre che un enorme passione.

Federico D'Alessio

Federico D'Alessio

Federico D’Alessio, 27 anni. Laureato in Consulenza e Management aziendale presso l’Università degli Studi di Salerno. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica e soprattutto tenermi aggiornato sulle dinamiche socio-economiche mondiali. Prediligo le tematiche legate all’ambiente, l’alimentazione e la tecnologia. Nel tempo libero mi piace praticare sport e conoscere nuove persone. Vivo a Cava de' Tirreni

Leggi altri articoli di Federico D'Alessio - Website