Cassetta degli attrezzi

Piccolo imprenditore di successo: qualifica e normativa di riferimento

Il mio sogno? Diventare un piccolo imprenditore di successo: fare imprenditoria oggi in Italia non è assolutamente difficile come si possa pensare e neppure impossibile. Basta munirsi dei giusti strumenti e della giusta cassetta degli attrezzi indispensabili per qualificarsi e diventare dei perfetti imprenditori di successo!

Passione, grandi doti e tanta pazienza sono gli ingredienti essenziali che ogni aspirante imprenditore deve possedere; coltivare il proprio business con successo richiede anche un’attenta competenza della normativa di riferimento.

Seguire il giusto iter burocratico senza “intoppi” e senza farsi prendere dal panico, comporta essere dei perfetti osservatori e conoscitori del mercato concorrenziale e della normativa che permea e circonda il tessuto imprenditoriale.

Per essere dei validi imprenditori non occorre ricercare le inusitate “economie di scala” ma si può competere sul mercato “ritagliandosi una nicchia”, ovvero focalizzando il proprio modo di fare business su un segmento di clientela o producendo determinate categorie merceologiche di grande valore aggiunto.

Si tratta di perseguire una strategia di focalizzazione che può essere orientata sia al contenimento dei costi che alla differenziazione produttiva e/o distributiva. In poche parole, si tratta di perseguire un vantaggio competitivo nel medio-lungo termine che ti aiuti a fare crescere il tuo business e a fatturare con successo.

In questa guida, vogliamo fornirti i giusti strumenti e la cassetta degli attrezzi per te che vuoi diventare ed essere un piccolo imprenditore di successo.

Per operare con successo e distinguerti dalla massa devi essere in grado di capire quando qualificarti come “piccolo imprenditore”, conoscere la normativa utile di riferimento e comprendere che il criterio dimensionale è il criterio di differenziazione della disciplina imprenditoriale. Procediamo con ordine e partiamo subito da questo punto controverso.

Essere Piccolo Imprenditore: la dimensione conta davvero?

Per rispondere al quesito posto sopra, dobbiamo fare riferimento alla normativa contenuta all’interno del dettato civilistico, il quale distingue e contrappone la figura del piccolo imprenditore a quella dell’imprenditore medio-grande. Il piccolo imprenditore è sottoposto alla Statuto generale dell’imprenditore, è esonerato, anche se esercita attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili (art. 2214, comma terzo) e dall’assoggettamento al fallimento ed alle altre procedure concorsuali (art. 2221), mentre l’iscrizione nel Registro delle Imprese ha di regola solo la funzione di pubblicità notizia.

La stessa nozione di piccolo imprenditore ha perciò nel sistema del Codice civile rilievo essenzialmente “negativo”; ovvero, serve per restringere ulteriormente l’ambito di applicazione dello Statuto dell’imprenditore commerciale. Discorso diverso vale per la legislazione speciale e per la prassi quotidiana dato che la piccola impresa e la stessa figura del piccolo imprenditore sono destinatari di una ricca ed articolata disciplina, ispirata alla finalità di favorirne appieno la sopravvivenza e lo sviluppo attraverso molteplici agevolazioni finanziarie, lavoristiche e tributarie.

Individuare chi sia il piccolo imprenditore commerciale ai fini del Codice civile, non stato fino a qualche tempo fa, un problema di agevole soluzione. L’individuazione e i problemi pregressi di ordine definitorio ha sollecitato complessi problemi di coordinamento tra le diverse definizioni legislative.

Il Piccolo imprenditore nella disciplina del Codice Civile

L’articolo 2083 del Codice civile recita: “Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo [c.c. 1647, 2139, 2221], gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia”.

Come si può ben comprendere dal dettato normativo, l’ultima parte della norma consente di ricomprendere nella categoria, figure di piccoli imprenditori diverse da quelle sopra menzionate come la figura dei piccoli allevatori di bestiame e i piccoli mediatori.

Questo articolo deve essere letto come se dicesse: la prevalenza del lavoro proprio e familiare costituisce il carattere distintivo di tutti coloro che vogliono diventare e qualificarsi come piccoli imprenditori. il criterio della prevalenza deve operare solo per le figure non nominate, mentre per quelle nominate dall’articolo 2083 cod. civ. i dati di qualificazione vanno ricercai in altre leggi speciali, come quella dell’artigianato e dei piccoli commercianti al dettaglio.

Prassi commerciale: chi è il Piccolo Imprenditore? Quale qualifica?

Per aversi e per esercitare l’attività di piccolo imprenditore devi:

  • prestare il tuo lavoro professionale nell’attività imprenditoriale,
  • il tuo lavoro e quello apportato dai tuoi familiari devono prevalere sia rispetto al lavoro altrui sia rispetto al capitale investito nell’impresa.

Non puoi essere qualificato come piccolo imprenditore se investi ingenti capitali nell’impresa (ad esempio, se sei gioielliere), anche se non ti avvali di alcun collaboratore.

La prevalenza del lavoro familiare sugli altri fattori di produzione (lavoro e capitale) deve essere inteso in senso qualitativo-funzionale e non come mera prevalenza quantitativo-aritmetica.

Il tuo apporto personale e quello dei tuoi familiari devono avere rilievo preminente nell’organizzazione dell’impresa: da ciò scaturisce la qualifica di Piccolo Imprenditore. Ne sono un esempio, il piccolo commerciante ambulante, un mediatore di modeste dimensioni, un agente di commercio, un piccolo orafo che nel suo laboratorio lavora i metalli preziosi, etc.

Con questa guida, ora sei davvero pronto a qualificarti come Piccolo Imprenditore, Buona fortuna per il tuo business!

Jacqueline Facconti

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

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11 giugno 2017

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