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Pensare come un imprenditore: i passi indispensabili

Prima di essere un imprenditore devi iniziare a pensare come un imprenditore. Sembra un passaggio secondario, un elemento non decisivo del tuo percorso professionale. Però ci vogliono i numeri, le conoscenze concrete. In realtà nel mondo dell’imprenditoria questo è l’aspetto essenziale: poche chiacchiere, pensiamo ai fatti.

Però è anche vero che fare l’imprenditore non è un mestiere qualsiasi. Devi avere tenacia, forza di volontà, coraggio. Devi essere una persona capace di fiutare il momento giusto, l’occasione necessaria per fare il salto di qualità. E per ottenere il risultato che ti meriti. Non è facile pensare come un imprenditore perché questa logica, questo modo di intendere la vita, mette in discussione tutto ciò che sei stato per anni.

Seth Godin, storico esperto di marketing, in diversi libri sottolinea l’importanza che ha il cervello rettile sul comportamento umano. Sto parlando di quella pulsione che spinge l’individuo a nascondersi, a rimanere in disparte, a non farsi notare: questo per preservare la propria sicurezza, per evitare di esporsi e di rischiare. Il cervello rettile è un’eredità antica che ancora frena il tuo modo di gestire il lavoro.

In realtà frena la tua vita. Per questo è giusto fare il punto della situazione: devi ragionare come una persona abituata a investire e a rischiare, senza azzardare. Non si procede a occhi chiusi, ma analizzando e ponderando ogni passo. Si ritorna al passaggio di partenza, quindi: prima di essere un imprenditore devi pensare come un imprenditore. Ma cosa significa? Ecco 8 step indispensabili.

Lasciati ispirare dai migliori

Voglio iniziare con un consiglio: dai uno sguardo a questo articolo, raccoglie le esperienze online dei migliori imprenditori. Cosa fanno? Come si muovono? Il primo punto da mettere in evidenza e semplice ed è un elogio alle tue capacità osservative. Lasciati ispirare da chi ha fatto qualcosa di grande, non emulare e scimmiottare ma prendi dei riferimenti sani. Virtuosi. Degni di nota per il mondo nel quale vivi.

Non esistono nemici ma competitor

Esiste un consiglio migliore? Essere imprenditori non vuol dire essere circondati da nemici da ignorare e odiare. Certo, è un mondo difficile che non lascia scampo. Non puoi abbassare la guardia e devi sempre puntare su un confronto serrato. Ma il primo passaggio per crescere veramente si nasconde nel rispetto nei confronti dei competitor e nella capacità di osservare ciò che succede intorno a te con interesse.

Devi puntare sul benchmark, sulla capacità di analizzare le attività svolte da chi ha intrapreso la tua strada. Per poi prendere delle decisioni strategiche per ottenere buoni risultati. A tal proposito ti consiglio un libro entrato nella storia del marketing: “Strategia Oceano Blu, vincere senza competere”. In questo libro trovi riflessioni decisive per uscire dalla logica che ti contrappone al competitor.

Non seguire la scia

Ultima cosa da fare: seguire gli altri. Ho detto che devi studiare i competitor ma non per copiare e replicare ciò che fanno. Devi lavorare in questa direzione per evitare gli stessi errori, per fare qualcosa di meglio. Anzi, per andare in una direzione ancora non occupata e che ha un buon potenziale. Se vuoi pensare come un imprenditore, un vero imprenditore, devi andare oltre l’esempio proposto dagli altri.

Cresci sempre, non ti fermare

Il dramma di alcuni imprenditori: pensare di essere arrivati. Non ho altro da imparare, sono competente, ho il mio settore in pugno. In realtà non è così. I grandi nomi sono quelli che riescono a trovare sempre la condizione giusta per crescere e per imparare qualcosa. Per fare formazione. Ma non per forza all’interno del proprio recinto: per pensare come un imprenditore devi andare oltre.

Prendi come esempio il web marketing. Hai un’azienda e vuoi investire sul web. Vuoi creare un sito web, magari un blog per intercettare nuovi clienti. Quindi si parla di inbound marketing: cos’è? Devi entrare nel contesto e cercare di capire i passaggi necessari. Quindi fai formazione, ti iscrivi a un corso per approfondire questi temi. E avere un quadro chiaro della situazione. Investire in conoscenza è la chiave.

Ma qual è la strada giusta? Cosa significa investire in conoscenza per un imprenditore? Prendersi un momento per se stessi, per la propria crescita personale. Può essere un corso, un workshop, una lettura. Spesso il problema è immaginario: non ho tempo, questo si sente spesso in giro. No, in realtà non vuoi trovare queste risorse. O semplicemente hai paura, le nuove conoscenze possono mettere in discussione gli equilibri. Sono meccanismi comprensibili, ma questa è la strada da seguire: devi apprendere e rimodellare gli equilibri.

Devi accettare una parte di rischio

Pensare come un imprenditore significa anche questo: non puoi crescere e proseguire il tuo percorso senza accettare il rischio. Si cresce e si procede verso un obiettivo, ma non puoi farlo se vuoi la massima sicurezza e la tranquillità di un impiegato. Essere imprenditore vuol dire rischiare, ma non buttarsi nel vuoto a occhi chiusi. L’analisi del contesto, quella delle opportunità e delle minacce sono la tua cornice. Accettare il rischio è un passaggio, cercare di ridurlo con gli strumenti messi a disposizione dal marketing e dalle analisi è un altro.

Scegli con cura i tuoi errori

Hai sentito parlare dell’importanza di fare gli errori giusti? È così, c’è poco da aggiungere. Gli sbagli fanno bene alla tua crescita, ma solo se attivi gli interruttori giusti. Cosa significa questo? Sbagliare senza la giusta predisposizione è una perdita di tempo, un danno dal quale non si può ottenere nulla di positivo. Ora devi pensare come un imprenditore e attivare questo passaggio: l’abbaglio è inevitabile.

Pensare come un imprenditore

Devi accettare questo punto. Esiste il rischio e di conseguenza la cantonata. Questo è un passaggio che mette in discussione tutta la tua esistenza, ogni passo mosso come imprenditore? No, tutti possono mettere un piede in fallo. Tutti possono sbagliare. Un imprenditore spesso è responsabile per altre persone, quindi gli equivoci diventano difficili da digerire e superare. Per questo devi prendere decisioni ponderate. Ma devi anche acquisire la capacità di accettare lo strafalcione e analizzarlo per prendere il meglio: per assimilare l’esperienza.

D’altro canto è importante non stigmatizzare le persone che ti circondano e magari commettono degli errori. Tutto è da valutare, mi sembra ovvio. Ma quello che vale per te imprenditore si rispecchia anche per il dipendente: chi sbaglia deve apprendere, e lo deve fare con spirito positivo. Non di continua critica.

Non accontentarti di chi dà sempre ragione

Quante volte ho incontrato imprenditori che pagano il consulente per avere la ragione dalla propria parte? Spesso chi investe vuole solo sentirsi dire: “Sì, facciamo come dici tu”. A volte avviene per sfinimento, perché non si va avanti in modo diverso. A volte per convenienza. Ma questa non è una mentalità imprenditoriale: devi avere un’idea, una visione. Ma devi lasciar lavorare il consulente. E devi diffidare da chi dà sempre ragione. Così come devi guardare con sospetto chi distrugge sempre e non propone soluzioni.

Sei pronto a pensare come un imprenditore?

Non è facile, lo so. O meglio, ci sono persone abituate a questo modo di intendere il mondo e altre meno. Spesso questo dipende dalle competenze, da cosa hai affrontato nel corso delle tue vicende professionali. Ma anche la formazione è importante, a volte un libro può aiutarti ad aprire gli occhi. Ma se vuoi la mia esperienza personale è l’attività concreta a fare la differenza.

Riccardo Esposito

Mi occupo di scrittura online, copywriting e blogging. Faccio formazione e aiuto le aziende a creare un piano editoriale adatto alle proprie esigenze. Ho scritto due libri dedicati al blogging con Flaccovio Editore.

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5 giugno 2017