Le differenze fra tirocinanti, apprendisti e praticanti

Le differenze dei termini: tirocinanti, apprendisti e praticanti

Il significato dei tre termini sono molto diversi fra loro perché, ogni termine ha un significato a se stante e non sono assolutamente dei sinonimi.

Chi è il tirocinante?

Il tirocinante è colui che effettuerà un percorso di formazione all’interno di un’impresa.

Non ha un contratto di lavoro ma si tratta solo di un progetto formativo da firmare.

Se svolgerà un tirocinio extracurriculare, riceverà anche un’indennità forfettaria. mensile.

Il tirocinante, acquisisce professionalità, confrontandosi anche con una realtà lavorativa aziendale.

Cos’è il tirocinio?

Il tirocinio, è un periodo formativo, in cui si mette in pratica la formazione acquisita: quindi, in azienda, si affiancherà qualcuno per mettere in pratica le proprie conoscenze.

I vari tipi di tirocinio

Esistono due tipi di tirocinio: tirocinio curriculare e tirocinio extracurriculare.

Ecco quali sono:

  • tirocinio curriculare: è un percorso di alternanza scuola-lavoro per gli studenti iscritti ad un corso di studi (diploma, laurea, corsi di formazione). Non è prevista una retribuzione ma si potranno avere dei crediti formativi che serviranno per il raggiungimento di un punteggio alla fine del percorso di studi;
  • tirocinio extracurriculare: è un periodo di formazione svolto in azienda, dopo aver completato gli studi. Viene “ricompensato” con un’indennità forfettaria mensile obbligatoria in base alla normativa regionale. Non è un rapporto di lavoro ma un periodo di formazione professionale svolto all’interno di un’azienda con lo scopo di arrivare ad un inserimento lavorativo ma, potrebbe anche servire, per un reinserimento lavorativo.

Quali sono i diritti di un tirocinante?

Dato che non si tratta di un rapporto di lavoro, il tirocinante, non ha gli stessi diritti del lavoratore (contributi, permessi, ferie…) ma avrà una maggiore flessibilità nella collaborazione.

E’ tenuto a firmare un progetto formativo.

Chi è l’apprendista?

L’apprendista è un giovane con un’età compresa fra i 15 ed i 29 anni.

Viene inserito in un’azienda con un contratto di apprendistato.

Si tratta di un contratto a tempo indeterminato che prevede anche un periodo obbligatorio di formazione.

Cos’è l’apprendistato?

L’apprendistato è un rapporto di lavoro, con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con lo scopo di formare e dare un’occupazione ai ragazzi.

Il datore di lavoro garantisce, oltre alla retribuzione anche la formazione, affinché il giovane, possa acquisire delle competenze professionali.

Dopo il periodo di formazione, prosegue con il contratto di lavoro a meno che non ci sia una recessione da parte di uno dei due.

Per l’apprendistato c’è un limite di età: dai 25 ai 29 anni a seconda del tipo di apprendistato.

Esistono tre tipi di apprendistato:

  • apprendistato professionalizzante (contratto di mestiere);
  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

Cos’è l’ apprendistato professionalizzante?

Ha lo scopo di imparare un lavoro.

Alla fine del periodo di apprendistato sarà rilasciato un contratto in cui saranno indicati il profilo formativo e la qualifica ottenuta.

Il datore di lavoro (con più di 50 dipendenti) ha l’obbligo di confermare al lavoro almeno il 20% degli apprendisti con un contratto a tempo indeterminato.

Cos’è l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale?

Gli studenti che stanno frequentando percorsi formativi regionali, possono unire lo studio ad un’esperienza pratica nel campo del lavoro.

Cos’è l’apprendistato di alta formazione e ricerca?

Si può conseguire un titolo di studi (diploma di istruzione secondaria, laurea, master, dottorato di ricerca, ecc.) e far entrare i ragazzi nel campo delle ricerche aziendali.

In questo caso, si tratta di una persona che, avrà un contratto di lavoro subordinato, percepirà uno stipendio ed avrà tutti i diritti dei lavoratori dipendenti.

Chi è il praticante?

Il praticante è quindi chi svolge un percorso formativo professionale per acquisire competenze tecniche e una metodologia di lavoro al fine di ottenere l’abilitazione allo svolgimento di una professione.

Cos’è il praticantato?

Anche il praticantato non è un rapporto di lavoro ma un percorso formativo pratico che si svolge presso gli studi professionali dopo l’ultimo anno di scuola superiore o dopo la laurea.

E’ necessaria l’iscrizione all’Albo dei praticanti o all’Ordine specifico e si viene affiancati da un professionista sempre iscritto chiamato “dominus”.

Il praticantato dura 18 mesi: al termine il Consiglio dell’Ordine di riferimento, rilascia un certificato in cui si documenta che è avvenuto il periodo di pratica che consente l’abilitazione.

Di solito non è retribuito, ma alcune volte, viene riconosciuto un rimborso spese.