La femminilizzazione del lavoro

Il lavoro femminile

Secondo l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) negli ultimi anni, l’economia italiana, ha aumentato la partecipazione delle donne al mondo del lavoro sia come dipendenti che come imprenditori.

Questo ha fatto si che le donne sono state avviate anche al terzo settore regolarizzando sia i contratti che le ore lavorative quello che invece negli anni passati non succedeva ed era tutto tenuto un pò a forfait.

Quindi, questa è stata per le donne, l’occasione giusta per approfittare delle opportunità che sono state proposte sempre di più ed anche in base alle loro esigenze.

Inoltre hanno anche potuto scegliere ciò che a loro interessava come professioni con una posizione migliore e con qualifiche più importanti.

Questo lo si denota anche solo vedendo i tg o leggendo i giornali: è palese l’avanzamento con cui la società prosegue verso il cammino del progresso lavorativo.

Sono notizie che riempiono il cuore rendendo più ottimisti chi da tempo vuole maggiori soddisfazioni per il proprio lavoro e per la propria persona.

La condizione delle donne lavoratrici

Con l’entrata delle donne nel mercato lavorativo, l’arrivo delle tecnologie e la crescita del settore terziario, hanno cambiato il campo del lavoro.

Oggi, si vive la mondializzazione dei mercati in cui si parla di flessibilità sul lavoro e di telelavoro ma, nonostante tutti questi cambiamenti, le donne continuano a lavorare sempre in ambiti tradizionali come la maestra, la cassiera, la segretaria, ecc. Ruoli che ormai stanno stretti perchè le prospettive sono diventate diverse.

Questo fenomeno molte volte dipende dalla formazione insufficiente che le relegherebbe in posizioni sempre insoddisfacenti.

Tanto è vero che delle volte, nonostante le qualifiche giuste, vengono ugualmente assegnate a lavori che nulla hanno a che fare con le competenze acquisite ma a quelli più semplici dando, invece, la possibilità agli uomini di avere dei ruoli migliori.

Essere esclusi dai compiti più importanti ha lo scopo di trasferire le donne a ricoprire altri campi considerati più femminili come l’accoglienza dei clienti, rispondere al telefono, sistemare documenti o prodotti, ecc.

Ma questi più che ruoli lavorativi sono un modo per “segregare” le donne solo allo svolgimento di alcuni lavori svalorizzando la loro persona ed il lavoro stesso, non stimolandole mai ad avere la possibilità di nuove qualificazioni.

Tutto questo sempre per agevolare il lavoro maschile ad avere maggiori possibilità di qualifiche migliori.

Comunque, la distinzione fra uomini e donne sul campo del lavoro esiste da sempre e questo ha portato anche ad una disuguaglianza nella qualificazione lavorativa.