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Juventus quotata in Borsa e squadra vincente: sedici anni di Piazza Affari a suon di gol e “azioni”

juventus quotata in borsa piazza affariIl club bianconero vola in campo e fuori: la squadra più che competitiva e la Juventus quotata in Borsa sembrano ormai essere un connubio vincente. L’annata 2016/2017 della società di Torino è, per il momento, da incorniciare. Anche se non è mai detta l’ultima parola per i trofei per i quali è pienamente in corsa. Champions League, Coppa Italia e Campionato di Serie A: gli undici di mister Massimo Allegri sognano il cosiddetto “triplete”.

E se sul rettangolo verde, insomma, la Juventus è lanciata a suon di gol che si ripercuoterebbero, quasi per forza di cose, lì dove a contare sono azioni e percentuali: in Borsa. Da inizio anno il titolo ha fatto segnare una progressione, che va avanti, da inizio 2017, di oltre il 30%. Battuti anche i record del 2010 in quanto il prezzo delle azioni ha sfondando il muro dei 0,4 euro. Giornate più che positive, come quella del 28 aprile scorso quando il titolo ha fatto segnare un +3,41%, ormai non si contano più. A suon di gol la squadra torinese sta facendo felici tifosi ed azionisti. E, per dirla tutta, anche l’eliminazione delle altre squadre italiane dalla Champions ci ha messo lo zampino. In questo modo il club potrebbe guadagnare una fetta maggiore dei premi Uefa.

“La Juventus – hanno spiegato a ‘Tuttosport’ gli analisti di ‘Calcio e Finanza’ – oltre a essere ben comprata è anche molto ricercata: i volumi degli scambi sono decisamente superiori rispetto agli ultimi tre mesi, con 8.581.022 azioni passate di mano oggi, circa otto volte in più della media. In termini percentuali, è stato scambiato in una sola seduta di Borsa lo 0,85% del capitale sociale per un controvalore di oltre 3 milioni di euro”.

Juventus quotata in Borsa: la scheda per gli azionisti

L’immagine, come si sa, è fondamentale, e la Juventus quotata in Borsa fornisce di sé un aspetto solido e rassicurante, sia attuale sia storico, riportato anche nella scheda di descrizione del titolo quotato in Borsa. “La Juventus Football Club spa è uno dei principali club calcistici del mondo – si legge nella scheda – e può contare in Italia su un bacino potenziale di circa 12 milioni di tifosi. Il palmares sportivo è complessivamente il più ricco fra tutte le società di calcio italiane con 33 scudetti (di cui uno revocato e uno non assegnato), 10 Coppe Italia e 7 Supercoppe Italiane in campo nazionale e con numerosi trofei internazionali: 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe Europee, 3 Coppe Uefa e una Coppa delle Coppe.

I risultati sportivi hanno contribuito ad accrescere il prestigio della Juventus il cui nome evoca successo, professionalità e tradizione. I risultati raggiunti e la valorizzazione del brand Juventus, tra i più noti e rinomati al mondo, – conclude la descrizione hanno affermato la società nel settore media quale veicolo e testimonial pubblicitario, con conseguenti e significativi ritorni economici. La mission di Juventus è ottenere risultati sportivi di primo livello ed essere una società quotata di successo attraverso un modello di business sostenibile”.

Cos’è Exor spa?

Nella corporate governance figurano il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e gli amministratori delegati Aldo Mazzia e Giuseppe Marotta. Maggiore azionista, con oltre il 63% delle azioni, è la Exor spa, azienda italiana di diritto olandese controllata dalla famiglia Agnelli. Presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della Exor è John Philip Elkan, mentre il vicepresidente è Sergio Marchionne.

Una storia che parte nel 2001: luci e ombre

Quella della Juventus quotata in Borsa è una scommessa cominciata nel dicembre del 2001. Le azioni della juventusJuventus spa furono collocate per un prezzo al pubblico di 3,70 euro per ogni azione. Al pubblico italiano fu riservato il 35% delle azioni. Un’operazione lungimirante che non nacque sotto i migliori auspici. Qualche ora prima il club bianconero era stato bastonato in Champions League dall’Arsenal. Ad illustrare i dettagli della quotazione in Borsa fu l’allora amministratore delegato Antonio Giraudo. Ovvero uno dei componenti della famosa “Triade” juventina insieme a Luciano Moggi e Roberto Bettega. Giraudo ci tenne a sottolineare le differenze tra il progetto bianconero e quello di altre società di Serie A che avevano preceduto la Juventus nell’entrata in Borsa.

Quello torinese, insomma, prevedeva un passaggio rivoluzionario da società calcistica a entertainment company. Andare oltre la dimensione sportiva ed affermarsi nei settori commerciale e del tempo libero. “Il nostro modello – spiegò Antonio Giraudo in quell’occasione – si ispira a squadre come il Chelsea e il Manchester United, ma noi saremo ancora più innovativi. Il nostro progetto riguarda una diversificazione che permetterà di creare valore non solo sull’evento sportivo. Le nostre due iniziative ci distinguono dalle altre società, spesso volatili e troppo legate ai risultati sportivi”. L’operazione Juventus quotata in Borsa permise alla società di via Galileo Ferraris di incassare 63 milioni di euro.

L’altalena di Calciopoli

Non sempre le cose sono andate in maniera positiva per la Juventus quotata in Borsa. Nel corso degli anni il titolo ha avuto un andamento altalenante. Le cose si fecero serie a maggio del 2006, quando scoppiò lo scandalo “Calciopoli”. Quando si cominciò a parlare del fatto che la Juventus poteva essere penalizzata con la retrocessione in Serie B il titolo colò a picco. Si sfiorò il -20% e si sospese il titolo: c’era il rischio concreto di una riduzione del fatturato del 70%. Retrocessione che poi effettivamente si concretizzò: a quel punto c’era solo da ricostruire e in fretta.

La risalita in Serie A e l’assestamento della situazione azionaria concesse alla Juventus l’occasione di ripartire. Il club quantificò nel 2011 il danno subito dalla retrocessione in circa 400 milioni di euro per diverse cause. Furono elencate: l’esclusione dalle coppe europee, le ripercussioni negative sul marchio del club e sugli sponsor, le minori plusvalenze realizzate dalla cessione dei calciatori e il ribasso del titolo a Piazza Affari. Nel 2014 il club chiuse il Bilancio 2014 con 300 milioni di ricavi ed un patrimonio positivo di 42 milioni.

palazzo mezzanotteSocietà calcistiche in Borsa? Da sempre un punto interrogativo

Le società calcistiche in Borsa sono sempre state caratterizzate da altissima volatilità e rendimento di lungo periodo di difficile valutazione. Basti pensare che dal 2011 al 2014 le Borse di mezzo mondo sono andate molto bene. Ma non le società di calcio. Bisogna considerare anche che nel 2014 la società di trading online 24option, leader nel mercato delle operazioni binarie e nel Forex, ha siglato con la società bianconera un accordo di partnership della durata di due anni. Stando a quanto fu comunicato 24option diventò partner esclusivo del club a livello globale. L’accordo prevedeva la pianificazione di attività di marketing sia offline che online.

Ad agosto 2016, poi, diversi media hanno fatto i conti in tasca agli azionisti dei club di Serie A. Oltre alla Juventus ad essere quotate in Borsa ci sono anche la Roma e la Lazio. Tutte le società sarebbero crollate in Borsa più volte perdendo quasi il 90% del valore delle azioni. Pochi mesi dopo, la svolta, con la società bianconera trascinata in alto a Piazza Affari anche dai successi sul campo.

Finalmente il trend positivo

Una giornata tipo, da qualche settimana a questa parte, è descritta come molto positiva da www.borsaitaliana.it. Prendiamo ad esempio il 28 aprile scorso, quando la Juventus ha messo a segno un rialzo del 7,75%. Una premessa favorevole ad una evoluzione di breve termine al rialzo. Non c’è che dire. In attesa della definitiva affermazione calcistica, la Juventus sta dando soddisfazione anche ai propri azionisti che hanno creduto nel progetto.

Francesco Ferrigno

Francesco Ferrigno

Francesco Ferrigno, giornalista. Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno con una tesi su “La crisi del giornalismo: le difficoltà economico-finanziarie delle aziende e le nuove sfide della professione”. Attualmente sono corrispondente de “Il Mattino” di Napoli e caporedattore centrale del settimanale e del quotidiano online “il Gazzettino vesuviano”, collaboro assiduamente con numerose testate e agenzie di comunicazione. Ho svolto lavori nel campo della cronaca e delle emergenze occupazionali. Ho effettuato attività di instant magazine, ufficio stampa e analisi del panorama attuale dei media.

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2 maggio 2017

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