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“Intervista a Germano Parisi : cantautore e vocal coach”

Il nome di Germano Parisi non è di certo una nota stonata nell’universo musicale salernitano.
nella sua ventennale carriera si è distinto come cantautore, compositore e arrangiatore arrivando a diventare responsabile dell’etichetta discografica BPM.

Il giovane musicista negli ultimi anni ha dato una svolta al suo percorso professionale, diventando in poco tempo uno dei vocal coach più seguiti.

I suoi corsi tenuti avvalendosi del metodo d’insegnamento “Wesing“ hanno ottenuto grande attenzione da parte del pubblico, venendo apprezzati da professionisti del settore, neofiti o semplici appassionati.

Noi la redazione di vita da imprenditore lo abbiamo incontrato nel suo vocal studio per fare il punto sui risultati da lui ottenuti.
Germano a Salerno sei un compositore affermato oltre che un noto cantautore e arrangiatore. Come è nata in te l’idea di trasmettere la tua passione per il canto agli altri scegliendo di diventare un vocal coach?

“Fin da piccolo sono sempre stato innamorato della musica … ho sempre avuto la consapevolezza che nella mia vita fosse l’unica cosa che potevo fare veramente. Ritengo di aver fatto la scelta coraggiosa di seguire la mia passione per farla divenire una professione. Dopo anni di live e registrazioni in studio ho deciso di tramandare l’esperienza da me acquisita divenendo allenatore di voci.”
Nella tua pagina facebook ufficiale metti in evidenza il fatto di utilizzare la tecnica “wesing” nelle lezioni di canto. In cosa consiste questo metodo di insegnamento? cosa secondo te può apportare agli aspiranti vocalist rispetto ad altri metodi ?

“Nel corso della mia carriera ho cantato un po dappertutto : dai grandi palchi ai locali più piccoli e angusti. Ciò mi ha permesso di avere una grandissima esperienza sul e nel campo. Nel 2015 sono entrato in WeSing per fare in modo che il suo creatore, il vocal coach Michele Fischietti, potesse portare la qualità della mia voce e del mio insegnamento ad un livello superiore, in modo da fornire io stesso un servizio ancora migliore ai miei allievi”.

Visto il gran numero di allievi che stai formando si nota come questa scelta didattica sia stata sicuramente azzeccata. A tuo avviso perché uno studente dovrebbe preferire la voce, strumento” naturale” a quelli “musicali” per te quali benefici può dare l’ apprestarsi al canto?
“Non rivendico nessuna superiorità del canto rispetto agli strumenti musicali. Ritengo anzi fondamentale lo studio di uno strumento musicale. Cantare, a mio avviso da diversi benefici. In primis la tecnica rende la voce più estesa, più forte e più bella. Inoltre da grandissimi vantaggi nella sfera psicologica, permettendo di scaricare lo stress e le tensioni accumulate.
Personalmente l’esercizio vocale mi fa stare meglio, mi aiuta a pensare positivo e migliora le mie giornate. I motivi per approcciarsi a questa disciplina sono infiniti e tutti estremamente validi.”

Come promuovi al tua attività di vocal coach e sopratutto quale è il pubblico di riferimento della tua offerta formativa?

“Beh, in ambito promozionale mi ritengo proprio pessimo. La mia prima pagina web ufficiale l’ho elaborata solo dopo aver ottenuto la certificazione “Wesing” ma non è molto curata. Non mi pubblicizzo sul mio profilo Facebook, lo impiego principalmente per esprimere opinioni personali piuttosto leggere più che per scopi lavorativi. Riguardo alla tipologia di allievi adatta alle mie lezioni non ho mai fissato un target di riferimento …mi rivolgo a tutti, coloro amino cantare … mi piace definirmi accordatore di voci. Gli intenti degli allievi possono essere diversi: c’è chi vuole intraprendere la carriera in ambito professionale e chi vuole soltanto andare a fare una serata karaoke con gli amici, ma l’obiettivo finale è lo stesso: migliorare la voce per renderla più melodica e armoniosa.”
In questi ultimi anni hai partecipato a diversi talent show nazionali con i tuoi allievi. Secondo te come mai si sta cosi diffondendo nell’industria musicale la tendenza a lanciare artisti tramite questo tipo di trasmissioni televisive? non si rischia di abbassare gli standard qualitativi della produzione discografica ?

“Guarda, sui talent il discorso da fare è un pò complicato. Hanno dei pro e dei contro per gli artisti. Innanzitutto la partecipazione per un aspirante cantante o cantautore può dare grande visibilità mediatica nell’immediato, ma pochissimi poi rimangono in auge negli anni successivi. La maggior parte dei partecipanti cade in pochi mesi nel dimenticatoio.
I talent sono espressione di un industria musicale in profonda crisi. I dischi si vendono pochissimo, ormai il vero guadagno dell’artista si riscontra esclusivamente nei live. Le case discografiche negli ultimi anni stanno cercando di accontentare i gusti musicali di un pubblico sempre più vasto. I principali fruitori della loro offerta commerciale sono i giovanissimi, per cui si tende sempre più a semplificare le strutture armoniche e melodiche dei pezzi. Anche io come cantautore cerco di comporre pezzi più radiofonici ma ultimamente si sta un po esagerando verso la semplificazione …”

Quali consigli daresti a un ragazzo interessato a fare anch’ egli il vocal coach ?

“Gi consiglierei di studiare tanto prima di tutto. Poi di farsi una domanda: è veramente la mia passione? Per arrivare a realizzare qualcosa d’importante in ambito professionale bisogna credere in quello che si fa, avere un fuoco dentro che spinge a dare il meglio di se stessi, ed al di sopra di ogni cosa trasmettere un immagine credibile …il successo arride a quelli che credono di più nelle proprie capacità … E infine gli direi che è uno dei lavori più belli del mondo!”

Federico D'Alessio

Federico D'Alessio

Federico D’Alessio, 27 anni. Laureato in Consulenza e Management aziendale presso l’Università degli Studi di Salerno. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica e soprattutto tenermi aggiornato sulle dinamiche socio-economiche mondiali. Prediligo le tematiche legate all’ambiente, l’alimentazione e la tecnologia. Nel tempo libero mi piace praticare sport e conoscere nuove persone. Vivo a Cava de' Tirreni

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13 marzo 2017

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