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Imprenditoria femminile: incentivi, requisiti e modalità

Imprenditoria femminile: una risorsa per il nostro stivale. “Chi dice donna dice danno”, diceva un noto proverbio. Eppure sono proprio le appartenenti al cosiddetto sesso debole a portare in alto il buon nome dell’Italia.

Non a caso, infatti, il 21,74% (oltre 1,3 milioni di aziende per intenderci) delle imprese regolarmente registrate alla camera di commercio italiana hanno a capo una donna.

Per tutto il 2016, e proseguendo sempre sulla stesa strada anche in questo 2017, la quota rose nelle imprese rappresenta un dato significativo in costante crescita su tutto il territorio nazionale, così come viene confermato dall’Osservatorio della imprenditoria femminile di UnionCamere.

Questo perché le donne, forse stanche da un lato del ruolo tradizionale di mogli e mamme, hanno sempre più voglia di mettersi in gioco.

E, vuoi per la crisi economica che mette in ginocchio i conti correnti, vuoi per la mancanza di lavoro fisso, cresce l’esigenza e il desiderio di mettersi in proprio ed ideare una startup di successo.

Incentivi per l’imprenditoria femminile

Proprio per questo motivo lo Stato ha istituito dei fondi al fine di garantire l’avvio di nuove imprese tutte (o quasi) al femminile. Ci sono essenzialmente quattro tipi di agevolazioni: i finanziamenti a fondo perduto, il fondo di garanzia, l’autoimpiego Invitalia e il microcredito. Scopriamoli insieme.

Finanziamenti a fondo perduto regionali

Si tratta di incentivi volti alla creazione di nuove imprese femminili costituiti da una parte di capitale che non deve essere restituito (generalmente riguarda il 50% o al massimo l’80% del capitale investito). La restante parte del finanziamento verrà poi risarcito in rate mensili ad un tasso agevolato (solitamente dello 0,5% da restituire in 10 anni).

Fondo di garanzia

Il fondo nazionale non è un vero e proprio contributo economico, ma grazie ad esso è possibile richiedere un finanziamento allo Stato. Esso interviene soltanto sulle garanzie bancarie, reali ed assicurative e non entra nel merito dei rapporti tra beneficiario del finanziamento e banca. Le domande vanno presentate in banca o direttamente al Fondo di garanzia.

Autoimpiego Invitalia

Invitalia è l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa ed essa ha il compito di valutare le richieste presentate per ottenere il contributo a fondo perduto o il mutuo a tasso agevolato. L’agenzia in particolar modo offre assistenza circa il lavoro autonomo (ditta individuale), franchising e microimpresa.

Microcredito

Come nel caso del fondo di garanzia, anche in questo caso non è previsto alcun contributo economico. Infatti esso costituisce una sorta di garanzia al fine di ottenere prestiti richiesti, però, da imprese femminili già operative o da professioniste che hanno aperto la Partita Iva da almeno 5 anni. Inoltre è possibile accedere al microcredito solo nel caso in cui non si abbiano più di 5 dipendenti (che diventano 10 in caso di società di persone, cooperative o SRL semplificate).

Requisiti

Quali sono i requisiti per accedere ai finanziamenti secondo la legge 215/92?

  • Ditta individuale, se il titolare è donna
  • Società di capitali, se almeno i 2/3 delle quote sono femminile e se l’amministrazione è formata per 1/3 almeno da donne
  • Società di persone e cooperative, se il 60% almeno dei soci sono donne
  • Imprese, associazioni, consorzi e enti o promotori di corsi, se le quote rosa sono almeno al 70%
  • Devono inoltre far parte della categoria “piccole imprese”, quindi:
  1. Avere meno di 50 dipendenti
  2. Non essere dipendenti da imprese partecipanti
  3. Avere un fatturato lordo inferiore ai 7 milioni di euro

Quali sono gli investimenti finanziabili?

  • l’acquisizione di attività già esistenti
  • acquisizione di servizi reali
  • avvio di nuove attività lavorative
  • attività e progetti innovativi

Le spese incluse nei finanziamenti sono:

  • macchinari
  • attrezzature
  • piani d’impresa
  • eventuali studi di fattibilità del progetto
  • progettazione dei lavori
  • impianti
  • opere murarie
  • brevetti
  • servizi reali
  • software
  • beni usati (nel caso di acquisizione di attività già esistenti)

Le spese escluse sono:

  • manutenzione ordinaria
  • acquisto beni come computer, auto, cellulari
  • materie prime
  • materiali di consumo
  • utensili di uso comune
  • acquisto di terreni o fabbricati

Modalità di accesso e richieste

Le donne interessate ad effettuare richieste di agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto, devono necessariamente tener presente l’uscita dei bandi sul sito MISE o su quello della propria regione. Periodicamente, infatti, vengono pubblicati ed è possibile visionarli per leggere le modalità di finanziamento e gli eventuali requisiti non specificati sopra.

Una volta verificato il possesso dei requisiti necessari, si potrà presentare la richiesta scaricando il modulo presente sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ora l’imprenditoria femminile non avrà più segreti per voi!

monia.ruggieri

Nata in un paesino in provincia di Teramo, da sempre ha il sogno per la scrittura. Nonostante i tanti anni di lontananza dallo studio, ha ripreso proprio quest'anno il suo corso di laurea dopo essere diventata mamma.

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14 luglio 2017

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