Imprenditoria femminile: il futuro!

Inizia un domani per donne imprenditrici

Per le donne che sono interessate a diventare imprenditrice il mondo lavorativo si apre per dare un futuro roseo.

Oggi, le donne, hanno nuovi strumenti per rapportarsi con il mercato del lavoro: strumenti che daranno loro un successo importante che le porteranno a grandi business.

Le opportunità

Finalmente, per le donne, ci sono dei nuovi strumenti che possono facilitare l’avvio del lavoro.

Tutto questo grazie all’intervento e all’impegno del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha facilitato la possibilità di avere accesso ai finanziamenti per tutte le donne che vogliono avviarsi all’imprenditoria sia per l’apertura di imprese che attività professionali.

Oggi, le imprenditrici, possono contare sulla garanzia dello Stato.

Quali sono gli strumenti per le imprenditrici?

Gli strumenti concessi sono:

  • Il Fondo centrale di garanzia per le PMI che prevede un accesso semplificato agli strumenti dello Stato con una copertura fino ad un massimo dell’80% del finanziamento stesso;
  • Il Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili che prevede un piano di sostegno all’accesso del credito concordato con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ed altre associazioni di categoria(Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza delle cooperative italiane).

Quali sono i requisiti?

I nuovi strumenti possono essere concessi a tutte le donne che vogliono iniziare un’attività imprenditoriale ma solo in presenza di alcuni requisiti:

  • le micro, piccole e medie imprese (PMI) devono essere iscritte al Registro delle imprese;
  • le professioniste devono essere iscritte nell’elenco del Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge n. 4/2013;
  • Non sono previsti limiti di età.

Chi può accedere ai finanziamenti?

Solo alcune attività di imprenditoria femminile potranno accedere ai finanziamenti.

Vediamo quali sono:

  • le micro, piccole e medie imprese (PMI):

– società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al 60%               da donne;                                                                                                                   – società di capitali le cui quote di partecipazione non sono inferiori ai due terzi a                   donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno due terzi da                   donne;                                                                                                                       – imprese individuali gestite da donne;

  • le professioniste iscritte agli ordini professionali e a quelle aderenti alle associazioni professionali;
  • non possono usufruirne le industrie: automobilistiche, fibre sintetiche, carboniera, costruzione navale, siderurgia e  finanziarie. Mentre nel trasporto possono accedere solo quelle che effettuano trasporto merci su strada e le imprese agricole, per ottenerli, devono possono farlo solo con la contro garanzia rivolgendosi a chi si occupa del settore agricolo, agroalimentare e pesca.