Imprenditoria femminile: com’è la situazione in Italia?

Vittorie e ostacoli quotidiani

La storia dell’imprenditoria femminile si muove di pari passo con l’emancipazione delle donne. Già negli anni ’60-’70, quando il sistema capitalista promuoveva agli uomini slogan del tipo “Potete diventare chiunque vogliate con il giusto impegno”, le donne recepivano questi messaggi e pretendevano di avere riconosciuto e legittimato il loro posto all’interno della società. Loro rappresentavano una grossa fetta del mercato e oltre a essere delle consumatrici potevano perfettamente essere delle imprenditrici.

Negli ultimi anni, la nascita di realtà prettamente femminili è aumentata grazie agli incentivi europei e statali volti alla creazione di imprese gestite da donne. Se questo fattore può farci tirare un respiro di sollievo, purtroppo, ancora vi sono degli ostacoli quotidiani, come per esempio: conciliare gli impegni familiari con la vita professionale e percepire uno stipendio minore rispetto a quello di un collega uomo.

Queste situazioni sono molto diffuse e collocano le donne in una situazione di disagio, soprattutto a causa dei retaggi culturali all’interno della nostra società. A risolvere queste problematiche dovrebbe essere il legislatore rimuovendo questi impedimenti per far esprimere al meglio le donne anche all’interno del mondo imprenditoriale.

Agevolazioni per donne imprenditrici

Come detto prima per le donne imprenditrici o che vogliono intraprendere un’attività d’impresa vengono stanziati dei fondi e delle agevolazioni fiscali. Questi sono volti al supporto e al sostentamento di micro e piccole imprese realizzate da giovani e/o donne.

Tra le più importanti vi sono:

  • Microcredito, non prevede l’erogazione di fondi, ma la garanzia su eventuali prestiti, può essere concesso alle imprese già avviate e alle professioniste con Partita Iva da almeno cinque anni.
  • Finanziamenti Invitalia, per l’avvio e lo sviluppo di nuove realtà. La gestione è delegata a Invitalia che è l’Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo di impresa che valuta le domande di contributo a fondo perduto e di mutuo a tasso agevolato offrendo anche assistenza.
  • Fondo di garanzia, non è un contributo economico, ma permette di chiedere un finanziamento garantito dallo Stato. Possono richiederlo le imprese e le professioniste. Questo fondo non interviene negli accordi o sui tassi di interessi tra chi richiede un prestito e il sistema bancario, ma sulle garanzie reali, assicurative e bancarie.
  • Finanziamenti a fondo perduto, da richiedere per l’avvio di imprese femminili, vengono erogati dalle regioni. Una parte deve essere restituita, normalmente il 50% è a fondo perduto, il resto deve essere rimborsato in rate mensili a tasso agevolato.