I dati delle donne sul lavoro

Le donne ed il lavoro in Italia

Ancora oggi, il lavoro femminile in Italia, è poco considerato perchè tenuto poco in considerazione dagli organi competenti!

Ovviamente comporta conseguenze disastrose perchè, chi è interessato, ad approcciarsi al mondo lavorativo viene “tagliato fuori”.

I dati sul lavoro e le donne

L’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, recentemente, ha pubblicato un dossier che parla dell’occupazione femminile in Italia il cui titolo è: “Donne al lavoro: o inattive o part-time“.

Il dossier è iniziato a seguito del rapporto “Il mercato del lavoro 2018. Verso una lettura integrata” redatto dal Ministero del lavoro, Istat, Inps, Inail, Anpal.

Il dossier parla di una condizione lavorativa di disuguaglianza fra occupazione femminile e quella maschile. I dati più importanti che hanno interessato il campo del lavoro italiano riguardano soprattutto le donne con figli.

Questo vuol dire, che nell’ultimo periodo, ci sono stati più contratti part-time anche involontari (persone costrette ad accettare il part-time anche se interessati al tempo pieno), rispetto ai contratti su tutta la popolazione ovviamente puntato di più le donne, ed in particolare, quelle che hanno figli.

Infatti, nel 2017, lavoravano part-time, il 40,9% delle donne fra i 25 ed i 49 anni con figli rispetto solo il 10% degli uomini.

Donne inattive e part-time involontario

Donne inattive e part-time involontario…già! Perchè questa nuova condizione lavorativa?

Il motivo più importante è nella mancanza ma anche solo della carenza di welfare per l’infanzia.

Le donne con figli hanno contratti sconvenienti rispetto agli uomini ma anche alle altre donne che non hanno figli: contratti che non coprono le spese per i contributi e che non assicurano neanche garanzie sia per il presente che per il futuro.

E, purtroppo, molte volte non posso chiedere neanche aiuto allo Stato e quindi cercano di arrangiarsi come possono.

Le donne, la famiglia ed il lavoro 

Come si comprende bene, purtroppo, le donne sono “bloccate” a casa e questo limita o esclude del tutto la possibilità del lavoro che possa farle guadagnare denaro.

Quindi per quelle donne che non riescono a trovare un lavoro neanche part time, si apre inderogabilmente la porta dell’inattività.

In Italia, sono 433.000, le donne inattive o che svolgono part time involontario: il 24,6% dovuto alla scarsità o, addirittura, mancanza di servizi per l’infanzia e per persone non autosufficienti che possano supportarle.

Una storia di disuguaglianze

Da sempre, il mercato italiano del lavoro al femminile, ha portato disuguaglianze e disagi: oggi, che forse sarebbe stato il momento in cui qualcosa sarebbe dovuto cambiare, nulla o molto poco è cambiato.

Eh si! Ancora oggi, le donne vivono diversità lavorative rispetto ai profili maschili: le porte del mondo professionale non si sono ancora “aperte” del tutto per loro.