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“Fantasia da mangiare. all’italiana, l’italianavera.”

Diana Attianese, 35 anni, figlia d’arte, è da tempo una figura ben nota nel settore alimentare campano. La sua famiglia infatti opera da ben tre generazioni nel campo della produzione di derivati del pomodoro e grazie a ciò ha potuto sin dalla tenera età vivere a contatto con la realtà dell’oro rosso”.
Ad un certo punto della sua vita ha deciso di mettersi in gioco: scendendo in “ campo “ con il Brand I”Italiana vera”, un marchio che diventa noto
rapidamente in giro per il mondo, grazie ad un’ innovativa proposta commerciale.
Ho intervistato la giovane imprenditrice campana per capire le origini e lo sviluppo della sua idea di business.

Diana, come è nata l’idea di diversificare a tal punto l’attività di famiglia?
«Dopo alcuni anni di esperienza nel settore conserviero ho sentito la necessità ed il desiderio di fare qualcosa di differente : creare una linea di prodotti che esprimesse a pieno l’amore per la tradizione, per gli odori e per i sapori di una volta.
Ho voluto fare un salto nel passato, alle mie origini !
Mi sono detta “bisogna riallacciare i legami con l’antico modo di preparare i sughi. ”
Uscendo fuori da schemi e processi standardizzati che, la moderna industria utilizza per garantire volumi. »

In precedenti interviste hai sempre rivendicato davanti ai media l’ orgoglio di essere donna e la femminilità dei tuoi prodotti…
Cosa significa per te essere una giovane imprenditrice al giorno d’oggi? E soprattutto cosa può portare una donna in termini di valore aggiunto ad una proposta imprenditoriale ?

«Aldilà di ogni generalizzazione, credo infatti che la capacità e la vocazione imprenditoriale siano indipendenti dal sesso, ho notato che le donne che decidono di fare impresa, mostrano una maggiore cui per il dettaglio, una forte determinazione, ed un’alta capacità al raggiungimento dell’obiettivo ed in particolare, le donne giovani hanno un approccio più innovativo, dimostrano lungimiranza, analizzano il mercato, carpiscono bisogni latenti di un mercato in continua evoluzione »

Nel tuo sito parli di prodotti italiani, di tradizione, ma soprattutto di cibo sposato al design, ma anche di seduzione…cosa intendi esattamente ? Il termine “fashionfood” descrive bene il tipo di offerta che vuoi proporre?
«Al giorno d’oggi si sta affermando una nuova cultura del cibo per la quale il design diviene sempre più un elemento di differenziazione.
Oltre ad essere gustoso il prodotto deve essere bello da vedere, da possedere e mostrare !
Nella mia linea impiego un” packaging” in vetro estremamente ricercato, che lasci trasparire la qualità degli ingredienti che compongono il prodotto, e presto attenzione ai particolari.
Mi piace pensare che il consumatore abbia qualcosa da poter mostrare mostrare con orgoglio nella sua dispensa e sorprendere con gusto i suoi ospiti o la sua famiglia !
Del resto…anche l’occhio vuole la sua parte ! »

In passato ti sei scagliata contro l’industria alimentare italiana che a tuo avviso realizza prodotti di scarsa qualità spacciandoli come “naturali” ma che in realtàsono tutt’altro. Cosa intendi esattamente per te “Naturale” ?

«Beh, in effetti io credo che il mercato sia ampio e che tutte le tipologie di prodotto possano trovare riscontro. La cosa importante secondo me, è dare informazioni chiare non fuorvianti ed etiche !
Per me naturale è un “prodotto realizzato senza l’utilizzo di conservanti, coloranti e additivi di alcuna sorta. È un prodotto che rispetta le materie prime che occorrono per realizzarlo.
Ed è questo, ciò che sto tentando di comunicare con ITALIANAVERA.
L”Italiana vera “ è una linea che vuole riscoprire il modo in cui le nostre
nonne preparavano i sughi, esprime legame con la tradizione ma allo stesso tempo anche innovazione: il classico sugo ma in versione artigianale con ingredienti freschi e dall’autentico gusto di casa.
In effetti a pensarci bene, l’elemento innovativo sta nel ritornare a quei processi che consentono di avere un prodotto naturale, ben fatto ma allo stesso tempo pronto in 3 minuti ! »

Un offerta qualitativamente alta comporta elevati costi di produzione e ciò inevitabilmente si ripercuote sul prezzo di vendita finale La tua gamma non è propriamente accessibile a tutti … Qual è il segmento target di un’ offerta cosi attenta ad ogni dettaglio sia interiore che esteriore?

«La mia proposta è diretta ad un consumatore attento a ciò che mangia, che sceglie per sé e per chi ama prodotti sani ma al tempo stesso buoni. I sughi “ da mangiare “ sono ideali per le donne di oggi che hanno sempre meno tempo da dedicare alla cucina, ma che non vogliono rinunciare ai sapori di una volta ed hanno capito quanto è importante scegliere un prodotto ben fatto poiché sono attente alla linea e alla salute.
Nei sughi infatti non c’è zucchero ed usiamo moderate quantità di sale. »

Quanto è importante per te la comunicazione ? come dai visibilità al tuo “brand“a livello internazionale?

«Preferisco investire nei processi, nei prodotti e nelle materie prime, in modo da assicurare una gamma di prodotti caratterizzata da qualità.
La comunicazione avviene attraverso i principali social, sui quali siamo seguiti ed apprezzati ogni giorno da un numero crescente di persone.
La comunicazione sui canali convenzionali è costosa e per il momento il migliore modo per comunicare è realizzare un ottimo prodotto.
Amo muovermi, viaggiare, quindi do risonanza al mio “Brand” partecipando a
importanti fiere alimentari dove incontro distributori o potenziali partner sensibili al prodotto di qualità. La prossima a cui parteciperò è il Taste di Firenze in programma il prossimo 11 Marzo.
Vendo la mia linea in Italia all’interno di negozi specializzati, enoteche, gourmet corner all’interno di catene note, mentre all’estero in food hall prestigiose.  »
Se tu avessi davanti un aspirante imprenditore, imprenditrice nel settore
conserviero con un idea vincente cosa gli suggeriresti per portarla al successo?
«Per portare avanti un’ idea imprenditoriale innanzitutto bisogna avere una grande passione. Nella vita è necessario che ti piaccia quello che fai, solo cosi potrai offrire valore agli altri. Inoltre si devono possedere competenze a 360 gradi che ti consentano di poter verificare con attenzione processi e procedure.
Nel business alimentare devi conoscere tante cose, devi essere appassionato di prodotto, masticare un po’ di chimica, conoscere almeno due lingue straniere, avere competenze in ambito commerciale ed amministrativo… sicuramente non è facile !
È necessario essere umili ed avere sete di imparare e di crescere.
Il coraggio di affrontare i momenti difficili, quelli non mancano mai, essere positivi e fissare l’obiettivo ed essere perseverante nel raggiungerlo.
Avere una buone dose di autocritica ed una mente elastica a tratti un po” folle”.

Federico D'Alessio

Federico D'Alessio

Federico D’Alessio, 27 anni. Laureato in Consulenza e Management aziendale presso l’Università degli Studi di Salerno. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica e soprattutto tenermi aggiornato sulle dinamiche socio-economiche mondiali. Prediligo le tematiche legate all’ambiente, l’alimentazione e la tecnologia. Nel tempo libero mi piace praticare sport e conoscere nuove persone. Vivo a Cava de' Tirreni

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6 marzo 2017

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