Essere un imprenditore: la storia di Guglielmo Bottone,founder di Be Graphic

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“Storie d’innovazione”



Essere un imprenditore

Guglielmo Bottone a Nastartup

Faccio o non faccio l’imprenditore? Almeno una volta, con i tempi che corrono, chiunque di noi c’ha pensato. Attualmente fioccano le testimonianze di chi ha avuto successo. Sembra facile rischiare e cimentarsi nell’essere il capo di sé stesso.
Parliamo con Guglielmo Bottone, Founder di Be Graphic, azienda specializzata in Visual e Web Communication e partner di Nastartup.
Ciao Guglielmo, raccontaci un po’ di te
Sono un libero professionista, un consulente di branding e web marketing. Parto come designer e aiuto le imprese a comunicare un messaggio dal punto di vista visivo ma soprattutto operativo, realizzando piani di marketing digitale. Sono partito dalla stampa e mi occupavo anche del branding, ma non è più la mia attività core.
Com’è nata la tua passione per il web marketing?
In undici anni di professione, ho fatto miei i vari cambiamenti nel marketing, dal visual allo scoppio del web con le sue innumerevoli opportunità a costi accessibili. Seguendo il mercato, mi sono naturalmente evoluto dopo il calo della pubblicità stampata. Anche questa professione è diventata più accessibile a persone che, postando una foto sul web, credono di saper fare una campagna ma in realtà, chi ha studiato il mestiere sa quanto questa inesperienza possa costituire un effetto boomerang. Fare di una passione un lavoro concreto necessità di un’istruzione adeguata e delle persone competenti che ti guidino in questo percorso, oltre che è fondamentale imparare a non strumentalizzare le immagini ma usarle in maniera eticamente corretta. Un vero mantra.
Che cosa significa fare l’imprenditore?
Tutti considerano questa strada come una scelta di non accontentarsi, ma per me è un discorso di libertà: gli stimoli che derivano dall’essere padroni delle proprie scelte e di pensare fuori dalla scatola, mi consentono massima espressione della mia volontà oltre alla possibilità di crescere dovendo controllare tutta la filiera produttiva. In Italia andrebbero introdotte una serie di agevolazioni fiscali per coloro che detengono la partita iva ma nessuno ne ha parlato in campagna elettorale.
Cosa fai per supportare le startup e l’innovazione?
Un affiancamento per curare il messaggio. Ci sono tante startup e imprese che hanno idee super e competenze ma non sanno trasmettere il potenziale del prodotto. Noi aiutiamo a far in modo che l’idea abbia un’etichetta accattivante come se fosse una bottiglia di vino. A Nastartup è stato stimolante il confronto con realtà aziendali in essere e abbiamo dato informazioni utili. Sicuramente servirebbe un ambiente con meno ostacoli.
Il tuo progetto più riuscito?
Ampliare gli orizzonti di alcuni individui a comprendere le potenzialità della comunicazione.
In cosa stai investendo nella tua attività?
Sto integrando risorse, sto realizzando delle partnership con figure professionali per dare il massimo al cliente in tutta la filiera e per tendere all’innovazione e all’anticipare i cambiamenti, a favore dello sviluppo delle idee.
Che cosa consigli a coloro che vogliono correre questo rischio nel contesto italiano?
Non fermatevi a guardare e a credere che il mercato italiano sia quello che detta le regole, in termini di comprensione di un’idea: una startup che non suscita interesse qui non è detto che non possa risultare vincente all’estero; guardate fuori dal nostro paese e sviluppate e credete nelle vostre potenzialità.
Fare scelte di rottura che in fondo, si sa, sono le zavorre da cui liberarsi per esprimere il proprio essere.
Ringraziamo Guglielmo per averci condiviso la sua storia, continuate a seguirci alla prossima!

Sara Ebraico

Sara Ebraico

Laureata Magistrale in Business Administration. Software Tester in Accenture Napoli & membro del team Nastartup. Appassionata di startup, tecnologia e libri. Mi diletto nella scrittura e la utilizzo come terapia positivistica per me stessa e come ricetrasmittente per gli altri.

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