Editoria online: come realizzare una casa editrice digitale vincente?

Editoria online
Editoria online

Fare editoria fino agli anni ‘90 significava stare seduti dietro una scrivania e leggere bozze di enormi manoscritti di scrittori, ricavando il miglior risultato e pubblicando, qualora possibile, il più bel libro dell’anno che dava prestigio non solo allo scrittore ma anche alla casa editrice che gli faceva da garante. Tuttavia, seppur l’editoria tradizionale abbia guardato fino ai nostri giorni, i mezzi tecnologici e internet con distacco, col tempo ha saputo apprezzarne i vantaggi e sta diventando sempre di più digital, tanto che si può parlare di una vera e propria nascita di editoria online.

Editoria online indipendente: una nuova opportunità

Il primo fenomeno nato nell’editoria online è senz’altro quello del self-publishing, in altre parole la possibilità offerta da internet di pubblicare, senza intermediari, contenuti editoriali, potenziata anche dalla nascita delle numerose piattaforme online per l’auto-pubblicazione di libri.

A ciò si è aggiunta la massiccia circolazione di e-book, le cui vendite sono tuttora in crescita esponenziale, e che hanno di fatto obbligato le case editrici ad adeguarsi al format, proponendo i propri libri sia su carta sia in digitale. La scelta di passare al digitale nasce anche dall’esigenza di porre rimedio a un fatto negativo che sta crescendo nell’era del 3.0: le persone non leggono più. Dunque alla luce di ciò, non stupisce che i grandi editori stiano cercando di correre ai ripari, utilizzando il grande colosso di internet al fine di riportare il pubblico alla lettura e quindi alla cultura. 

Quali sono le caratterista di una buona editoria digitale? 

La pubblicazione di contenuti editoriali online, come post, reportage, articoli e libri, è libera: sono i lettori a determinare il successo o il fallimento di un sito, di un blog o di un libro e a orientare l’offerta editoriale on line a pagamento.
Dunque, la prima caratteristica vincente per un buon marketing editoriale online è investire su lettori affezionati e partecipi dei contenuti di un blog o di un sito e portarli ad acquistare abbonamenti ad hoc: saranno i primi ad acquistare i contenuti editoriali premium, a pagamento, e a farsi spontaneamente promotori del passaparola sulla rete, così come offline, garantendo ad altri la qualità editoriale di ciò che è in vendita e contribuendo a far conoscere l’autore, accrescendone così la reputazione e quindi le possibilità di continuare a vivere di scrittura.

Inoltre, non va sottovalutato un altro aspetto del self-publishing sul web: gli scrittori possono contenere le spese per la pubblicazione e avere guadagni molto più alti rispetto a quelli che riuscivano a spuntare con i contratti tradizionali, che dal punto di vista economico sono sempre stati sbilanciati a favore degli editori, e che adesso devono adattarsi al nuovo brand digital per tenere in vita la loro casa editrice.
E’ ovvio che una casa editrice non si occupa solo di stampare un libro, ma ne cura tutto l’editing, la promozione, la migrazione sul web, doti che un freelance non può avere, ma non bisogna tralasciare l’accordo tra quest’ultimi e la tradizione editoriale. 

Se, infatti, si riuscisse ad evitare di generale la contrapposizione tra editoria tradizionale e digitale auto-pubblicato, si andrebbe a creare un maggiore entusiasmo nel campo, e le storie che animano gli scrittori e soprattutto i lettori troverebbero il giusto eco non solo dentro ma anche fuori del web, senza discapito per alcuno e magari a vantaggio di chi vuole sfruttare le proprie competenze per crearsi un’alternativa professionale.