Donne lavoratrici: è sconfitta anche sul piano retributivo

Donne ed uomini: una sconfitta anche sulle retribuzioni

Sul piano delle retribuzioni, le donne rispetto agli uomini, “soccombono” di più.

Infatti, in Italia, il 36% di donne assunte nel 2017, percepisce una retribuzione inferiore a 780€ al mese rispetto agli uomini che sono solo il 29%.

Ma l’Italia, non è il solo stato europeo ad avere questa disparità fra uomo e donna.

Secondo un dossier redatto dall’OXFAM, il cui titolo è: “Raising their voices against precariousness: women’s experience of in-work poverty in Europe“, si può notare la precarietà di lavoro e di retribuzione che verte in molti altri stati europei.

Il dossier, vuole proprio far evincere le condizioni di precarietà delle donne costrette, ogni giorno, a fare i conti con i disagi sul lavoro e desidera dare un opportunità alla donne per risistemare il mondo lavorativo italiano.

Rapporto uomo/donna

Le donne, rispetto agli uomini, ancora oggi, si trovano ad essere assunte con mansioni con una bassa qualifica e a condizioni più svantaggiose perchè, purtroppo, il mercato lavorativo al femminile, da sempre è stato bistrattato.

Le professioni a basso reddito

In quali professioni a basso reddito e non molto soddisfacenti “incappano” le donne?

Eh si…è una domanda da farsi per conoscere il mondo del lavoro femminile fatto “per arrangiarsi”.

Molte volte non li si conosce o si fa finta di non conoscerli ma i lavori a basso reddito esistono e mettono le donne in condizione di rischio di povertà.

Quali sono le professioni a basso reddito?

Ecco un elenco ed una “classifica” del 2017:

  • collaboratrici domestiche;
  • addette alla vendita a distanza ;
  • personale non qualificato nei servizi di pulizia;
  • badanti;
  • personale non qualificato nel settore ristorazione;
  • addette alla vendita a distanza;
  • operaie addette ai servizi di pulizia;
  • operatrici telefoniche;
  • baby sitter.

…e non solo!

…eh già…non solo! Perchè ci sono donne che per racimolare qualche soldino in più fanno più lavori nell’arco del giorno: in questo modo viene messa da parte anche la loro vita sociale.

Ma questo non interessa a chi sta dietro al meccanismo del mercato lavorativo perchè è solo la facciata dell’apparenza il motivo principale per cui il mondo va avanti.

Conclusioni

Ascoltare queste notizie è veramente preoccupante, soprattutto, se si pensa che siamo nel 2020, era del consumismo e della tecnologia e, nel frattempo, le donne sono ancora poco considerate nel mondo del lavoro.

Lo Stato, dovrebbe intervenire in questo “labirinto perverso” di condizioni e di obbligatorietà, per mettere fine ad un “massacro” quotidiano delle donne e del mondo lavorativo femminile.