La guerra contemporanea non si combatte più soltanto con mezzi militari. Il nuovo terreno di confronto passa attraverso informazione, dati e percezione della realtà.
È questo il quadro emerso a Roma durante l’incontro promosso dall’Osservatorio TuttiMedia insieme all’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, dedicato alle sfide della cosiddetta guerra ibrida e cognitiva.

Al centro del dibattito, la crescente influenza di disinformazione, propaganda digitale, manipolazione algoritmica e attacchi informatici sui sistemi democratici. Fenomeni che, secondo i relatori, incidono direttamente sulla capacità dei cittadini di interpretare la realtà e prendere decisioni consapevoli.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il ruolo strategico dell’informazione affidabile. L’Europa, è stato ribadito, deve rafforzare strumenti di educazione digitale e promuovere una maggiore consapevolezza collettiva per contrastare la diffusione di contenuti falsi o manipolati.
La necessità di una risposta comune a livello europeo
Diversi interventi hanno sottolineato la necessità di una risposta comune a livello europeo. Tra le proposte emerse, anche l’ipotesi di rafforzare i sistemi di tutela dell’informazione e di sviluppare politiche dedicate alla cosiddetta resilienza cognitiva, considerata una nuova frontiera della sicurezza.
Il confronto ha coinvolto rappresentanti istituzionali, mondo accademico, editoria e grandi piattaforme digitali. Centrale il tema del rapporto tra media tradizionali e operatori del web, con particolare attenzione alla sostenibilità economica dell’informazione professionale e al valore dei contenuti verificati.
Nella parte conclusiva, è emersa una riflessione più ampia sul cambiamento in atto: la sfida non riguarda solo ciò che viene comunicato, ma il modo in cui le persone elaborano le informazioni. In questo scenario, la difesa della democrazia passa anche dalla capacità di rafforzare gli strumenti cognitivi dei cittadini.


