Creare un video aziendale: perché?

Perché creare un video aziendale? O meglio perché le aziende, grandi o piccole che siano, oggi affidano sempre più buona parte del marketing alla realizzazione di prodotti audiovisivi? Un solo interrogativo che presuppone molteplici risposte, o meglio soluzioni.

In un mondo sempre più digital, in una realtà frenetica, caotica dove anche una manciata di secondi diventa importante, cambia il concetto di messaggio e quindi creare un video aziendale è diventato indispensabile.

È inutile dire che la diamesica è importante e, poiché essa può essere identificata, almeno in ambito linguistico, come una variabile, ecco che il mezzo di comunicazione cambia in concomitanza con un fattore fondamentale: il tempo.

Da qui all’esigenza di rispondere alla domanda “Perché creare un video aziendale”. Una soluzione che ormai quasi tutti i soggetti della società contemporanea stanno prendendo in considerazione.

Ottimo il materiale grafico, bene il madornale 6X3, benissimo la visibilità tramite le pagine del quotidiano di turno, così come perfetto è il sistema spot in radio o in TV. Forme di marketing convenzionale che non vanno affatto eliminate da un piano di comunicazione. Vero è che non esiste piano di comunicazione che non includa la parte dedicata al mondo web.

Quindi il sito di riferimento del soggetto, google, i social e quindi YouTube, Facebook, Instagram e chi più ne ha più ne metta, diventano pedine fondamentali.

Ecco che queste piattaforme si rivelano canali preferenziali per ospitare altre produzioni e da qui alla soluzione relativa al perché fare video promozionali.

Potremmo identificare i vantaggi sul perché realizzare video promozionali in diverse motivazioni:

  • Modalità di comunicazione

A prescindere dal messaggio pubblicitario e su come veicolarlo, per questo argomento ci vorrebbe un articolo a parte, un video fatto bene tiene l’utente con gli occhi incollati sullo schermo. Un prodotto ottimale non stanca e può creare più facilmente curiosità.

  • Numero infinito di canali a disposizione

Potremmo partire dal web. Chi non possiede oggi una pagina Facebook o Instagram, o chi non bazzica su YouTube o Vimeo. Ecco le prime basi aeree di atterraggio. Tutto il mondo possiede questi strumenti. Da non escludere poi la possibilità di, a prodotto realizzato, utilizzare il video tramite i canali convenzionali quali la TV.

  • Rapporto Costo/Beneficio/Durata

Tre componenti fondamentali che rappresentano delle variabili molto interessanti. Un prodotto audiovideo fatto bene certamente non fa riferimento a costi elevatissimi, soprattutto se paragonato alla realizzazione di locandine e materiali grafici similari. La differenza sostanziale sta però nella scadenza del prodotto in quanto, il video in questione potrà anche non avere una scadenza. Immaginate un prodotto freddo, ove ad esempio una struttura ricettiva mostra i propri spazi, i servizi, insomma i suoi punti di forza. Bene, quel video scadrà nel momento in cui ci sarà un rinnovamento materiale della struttura stessa. Stesso discorso per gli eventi a termine, ovvero con una data “fine”. Quel prodotto, soprattutto attraverso i social, potrà essere utilizzato per un remake all’alba del successivo evento. Insomma da questo punto di vista l’analisi Costi/Benefici/Durata è vincente. Attenzione, commissionare video è un po’ come una droga, fatto il primo non potrete fare a meno di farne un secondo, un terzo e così via.

  • Proprietà del prodotto

La produzione sarà tua dal primo momento e resterà tua per sempre!

Se questi sono i vantaggi materiali che rispondono già ampiamente alla domanda “perché creare video aziendali”, fondamentale è comprendere le diverse tipologie presenti:

  • Dal promo, che rappresenta un must, insomma classico video dalla durata di 15/90 sec;
  • Il redazionale, più lungo del video promo e prevede la presenza un parlato, un’intervista o una voce guida;
  • Lo sketch, con presenza di attori che tramite l’estro e la creatività riescono a far trapelare il messaggio promozionale senza spiattellarlo d’avanti all’obiettivo;
  • Il corto, lavoro già più complesso, ma con una resa artistica di altissimo livello.

Cosa serve per creare un video aziendale di qualità? Il nostro consiglio resta quello di affidarsi a veri professionisti del settore.

È normale che, se vi accontentate di un prodotto basic, non siete esigenti soprattutto in termini qualitativi, oggi con uno smartphone di livello otterrete un risultato discreto, almeno per ciò che riguarda la qualità delle clip. Da qui alla miriade di programmi, o app, per il montaggio disponibili.

Prima di fare questo però serve un’idea, che andrà a svilupparsi in uno storyboard, una vera e propria sceneggiatura. Il messaggio va immaginato in testa, posto su carta ed infine realizzato.

Normale è che la parte complessa è quella relativa alla realizzazione. Perché? Semplice… ci vuole un’ottima mano e attrezzature all’avanguardia. Ok… siete curiosi? Capito! Ecco le mie attrezzature preferite:

  • Sony Mirrorless A7III con parco ottiche versatile (io preferisco le fisse tipo il 50mm F1.4 o meglio il Sonnar T FE 55 mm F1,8 ZA – non male il 28mm F2.0 – spettacolare FE 24mm F1.4 GM… insomma divertitevi).
  • Come seconda camera c’è la serie alpha (APSC) che non dispiace, NB. Netta la differenza con una Full Frame. Nel caso ottima la ILCE6300 (a6300).
  • Non barcollate mai, usate sempre un ottimo Gimbal, uno Zhyiun Crane 2 può andar bene.
  • Cavalletto obbligatoriamente Manfrotto, con tutte le testine ed i supporti del caso. Per la tipologia beh… dipende dalle vostre esigenze.
  • È sempre consigliabile un faretto… non si sa mai, restare al buio diventa inquietante, la gamma Godox è davvero ampia.

Queste le mie preferenze, almeno per ciò che riguarda le riprese da terra. Per l’aria? Ci vorrebbe un articolo ad hoc, tempo permettendo lo avremo.

Intanto vi mostro qualche promo esempio

L'attesa è finitaSE PUOI IMMAGINARLO, PUOI FARLO!🤡🤡🤡

Pubblicato da Naná Show su Domenica 3 marzo 2019

Passiamo al software di montaggio. Qui scatta il morto. Dramma Final Cut, Adobe Premiere, Pinnacle, Movie Maker (sull’ultimo è chiara la vena ironica). Seriamente, credo che la scelta sia molto soggettiva. Personalmente con Premiere è nato un amore, per questo il mio giudizio non sarebbe obiettivo. Fatto sta che Adobe consente un sacco di skills e, soprattutto, dà la possibilità di interazione con i diversi After Effects, Photoshop ecc.

Detto questo, a prescindere da tutto ciò che avete letto, la cosa importante è avere genio di fare le cose, fantasia, creatività e soprattutto passione.  

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