Confindustria e la ripresa economica

La ripresa economica delle Marche

Diego Mingarelli (vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’Europa), sostiene che i fondi strutturali ammonteranno a circa 1 miliardo di euro e rappresentano le uniche risorse con cui da 10 anni si fa politica industriale a livello regionale.

In questo periodo, i fondi strutturali, sono molto importanti e diventano anche più strategici perché hanno lo scopo di contribuire al rilancio degli investimenti delle piccole e medie imprese ed alla loro capacità di rinnovarsi per affrontare le sfide.

Le aziende marchigiane hanno dimostrato di saper investire tanto che la richiesta è stata superiore alla domanda.

Piccola Industria Confindustria e Confindustria Marche hanno chiesto di rendere più semplice i meccanismi per l’erogazione dei fondi affinché si possano garantire alle aziende risorse sicure e veloci con una programmazione che consenta di pianificare tutte le attività.

La crisi a causa della pandemia da Covid19

Cristina Balbo (direttrice regionale di Intesa Sanpaolo), spiega che la crisi dovuta alla pandemia ha colpito in modo elevato le Marche in alcuni settori dato che i consumi e l’export sono calati ma, tutto ciò è accaduto soprattutto perché erano settori già indeboliti.

L’unico modo per uscirne, è essere tempestivi intervenendo sui gap strutturali del tessuto economico imprenditoriale, cogliendo anche tutte le nuove opportunità che il mercato economico offre.

In questo momento storico, è importante, fare squadra fra tutti secondo gli ambiti di competenza.

La direttrice regionale di Intesa Sanpaolo, Cristina Balbo, afferma che fin dall’inizio della pandemia sono stati vicini agli imprenditori marchigiani, sostenendo le aziende per far fronte ai loro bisogni e per accompagnare le imprese finalmente all’uscita dalla crisi che tanto li sta vedendo sofferenti.

La signora Balbo, continua dicendo che nei primi nove mesi dell’anno 2020, hanno erogato oltre 1 miliardo di euro e concesso 10mila sospensioni per i finanziamenti con un controvalore di 1,5 miliardi alle imprese marchigiane.

Secondo lei, la crisi, sta accelerando le trasformazioni che erano presenti: cambiamenti che possono contribuire al rilancio economico: sostenibilità ambientale e sociale, digitalizzazione, consolidamento aziendale, riorganizzazione delle forniture, rapporti di filiera.

Questi cambiamenti sono delle necessità ma soprattutto delle opportunità per tutte le aziende che devono essere in grado di cogliere immediatamente.

Conclusioni

La collaborazione fra Istituzioni ed imprese è un punto fondamentale per potenziare le azioni e studiare strategie adeguate ad una realtà economica regionale che sta affrontando un periodo economico buio in cui è facile cadere in baratro di non risollevamento.

L’unione fra Istituzioni bancarie ed imprese dev’essere la soluzione giusta per indirizzarli al meglio.