Lavoro a domicilio: qual è il suo funzionamento?

Cos’è il lavoro a domicilio?

Il lavoro a domicilio, è un lavoro subordinato che può essere svolto a casa senza dover andare in sede.

Possono sottoscrivere questo tipo di contratto, tutte le aziende che, devono rendere a terzi il proprio lavoro.

Non possono avvalersi di intermediari esterni ma possono assumere dei dipendenti che abbiano la mansione di intermediari.

Non possono essere svolte, comunque, operazioni utilizzando sostanze o materiali pericolosi e nocivi per la salute dei dipendenti stessi ma anche dei familiari.

Le prestazioni devono essere svolte soltanto dal dipendente, e non da conviventi o altri componenti della famiglia ma ci si può avvalere di collaboratori esterni.

Qual è la funziona del lavoro a domicilio?

Ricordiamo che si tratta di un rapporto di lavoro subordinato, ma il datore di lavoro, ha un potere diverso rispetto a quello che esercita con gli altri tipi di lavoratori subordinati.

  • il lavoratore deve rispettare le direttive del datore di lavoro circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da svolgere; le direttive possono essere impartite anche solo inizialmente, una volta per tutte, e non è necessario che siano specifiche: possono essere difatti impartite mediante consegna di un modello da riprodurre in tutti i particolari, così da escludere margini di autonomia esecutiva;
  • il controllo del datore di lavoro deve manifestarsi alla riconsegna della lavorazione; il contratto può prevedere che il datore di lavoro richieda il rinnovo dell’esecuzione del prodotto non conforme alle prescrizioni impartite o al campione;
  • il lavoratore a domicilio è inserito continuativamente nel ciclo produttivo dell’azienda, in qualità di elemento integrativo, anche se esterno: in pratica, si realizza una forma di decentramento produttivo, perché quanto prodotto dal lavoratore rileva per la funzione complementare o sostitutiva del lavoro eseguito all’interno dell’azienda.

Il lavoro a domicilio rientra tra i contratti di tipo subordinato, quindi non è da considerarsi autonomo o parasubordinato. Il datore di lavoro, quindi, può esercitare del potere nei confronti del lavoratori, proprio come per i dipendenti che si recano tutti i giorni in sede.

Ne deriva che il lavoratore deve rispettare le direttive aziendali, e deve seguire le istruzioni operative generali impartite, sebbena possa avere dei margini di autonomia esecutiva.

Alla riconsegna della lavorazione viene effettuato un controllo in merito all’esecuzione.

Il soggetto è comunque inserito all’interno del ciclo produttivo, come elemento integrante anche se le operazioni vengono svolte all’esterno. Si tratta, infatti, di una forma di decentramento produttivo.

L’orario di lavoro può anche essere part-time, in questo caso il soggetto può svolgere più lavori subordinati, se non sono in concorrenza tra loro.

Il pagamento, però, di differenzia dai contratti standard, dato che si basa sul cottimo pieno, quindi sulla quantità di operazioni svolte e non in base al tempo impiegato.

Per quanto riguarda la stipula del contratto, non c’è l’obbligo della forma scritta, ma è consigliabile per mettere nero su bianco gli accordi presi ed evitare spiacevoli sorprese e futuri contenziosi.

E’ bene indicare le seguenti informazioni:

  • tipo di prestazione da svolgere
  • il compenso
  • rimborso spese ad esempio per le utenze energetiche o per l’affitto di locali
  • modalità di trasporto della merce sia in arrivo che in partenza
  • obbligo di riservatezza e di non concorrenza

Il dipendente deve essere, comunque, iscritto nel Registro dei lavoratori a domicilio, presso i Servizi per l’impiego.