Certificato medico contrastante: cosa succede?

Cosa succede quando il certificato medico è contrastante?

Se il certificato medico è contrastante fra quello del medico curante e quello del medico di controllo non è obbligatorio accettare automaticamente il secondo.

Se il dipendente sottoposto a visita fiscale non accetta il certificato del medico di controllo, deve farne menzione immediatamente al medico stesso che lo riporterà sul referto.

Il giudizio definitivo su quale dei due certificati prevalga spetta al coordinare sanitario della sede INPS territorialmente competente. In pendenza di giudizio, il dipendente potrà comportarsi come prescritto dal medico curante.

Non è infine da considerarsi assenza ingiustificata l’omessa ripresa dell’attività lavorativa nella data riportata dal medico di controllo, che ha modificato la prognosi del medico curante (se il dipendente non ha accettato il responso del medico di controllo).

Sei assente dal lavoro per malattia e hai un certificato medico che ti riconosce 10 giorni di riposo a casa.

Se, alla scadenza, ritenendo di non essere ancora guarito, chiedi il rilascio, da parte del tuo medico di famiglia, di  un ulteriore certificato di prosecuzione della malattia, per altri 5 giorni.

Il medico curante, dopo averti visitato, verifica che effettivamente non sei guarito, quindi ti rilascia il certificato di prosecuzione della malattia, allungando la prognosi.

Se sei in buona fede, quindi sei realmente malato, ma secondo il medico fiscale sei già guarito, non hai nulla da temere: hai difatti la possibilità di contestare il certificato emesso dal medico dell’Inps.

Contestazione del certificato del medico fiscale

Il lavoratore che vuole contestare il certificato del medico dell’Inps deve farlo immediatamente, ossia all’esito della visita fiscale. In particolare, il dipendente deve dichiarare, al medico inviato dall’Inps, di non accettare il suo giudizio e, quindi, di opporsi a quanto descritto nel certificato da questi rilasciato.

Il medico fiscale deve annotare la contestazione del lavoratore sul referto da lui stesso redatto, e consegnarla all’Inps insieme al certificato.

Chi decide sulla contestazione del certificato del medico fiscale?

L’ultima parola sulla contestazione del dipendente spetta al coordinatore sanitario della competente sede Inps.

Nel frattempo che questi decide, però, il lavoratore può astenersi dal rientrare al lavoro, per come attestato dal proprio medico. Il suo comportamento, rispettoso del giudizio fornito dal medico di famiglia e non di quello del medico fiscale, non può dar vita a un licenziamento e la sua assenza dal lavoro non si può considerare ingiustificata: il medico dell’Inps, difatti, non è gerarchicamente superiore rispetto al medico curante, né le certificazioni del medico fiscale hanno una maggiore valenza.

Dunque, se il medico dell’Inps dice che il lavoratore può rientrare al lavoro e questi, invece, ha un certificato medico che dice l’opposto, dopo averlo fatto presente nel corso della visita fiscale, può continuare a rimanere a casa sino alla decisione del coordinatore sanitario, in quanto la sua assenza si considera ancora coperta dalla malattia.

Che cosa succede se non è l’Inps a pagare la malattia?

Se l’indennità di malattia non è a carico dell’Inps, ma soltanto a carico del datore di lavoro, quest’ultimo può chiedere comunque, attraverso il servizio “Richiesta visite mediche di controllo”, l’invio della visita fiscale presso il domicilio del lavoratore, o ambulatoriale.

Il datore di lavoro, difatti, non ha la possibilità di inviare presso il domicilio del lavoratore un medico di fiducia, o il medico curante nominato per l’azienda, neanche nel caso in cui l’istituto non debba pagare nulla al lavoratore.
Il medico dell’Inps può prolungare la malattia?

All’esito della visita fiscale, il medico dell’Inps potrebbe anche constatare che il dipendente non sia guarito, e stabilire una data di guarigione (fine prognosi) più avanti nel tempo, rispetto a quella fissata dal medico curante.

Il dipendente può ritenere l’esito degli accertamenti sanitari del medico dell’Inps corretto, e restare a casa per più tempo, sino alla data stabilita dal medico fiscale.

Se il dipendente, invece, ritiene di essere già guarito, può contestare il certificato del medico fiscale, rivolgendosi, anche in quest’ipotesi, al coordinatore sanitario dell’Inps.