Bonus Pos: ecco il nuovo credito imposta su carta

Il credito di imposta è un credito (diritto ad esigere) che un soggetto economico vanta nei confronti dello Stato. I soldi di cui si richiede beneficio vengono scalati dai tributi, si ottengono così tasse e imposte più basse. Esistono diversi crediti di imposta che imprenditori, titolari di Partita IVA e privati (anche famiglie) possono richiedere. Ognuno ha delle pratiche specifiche da seguire, con il modello F24 invece si applica il credito sul pagamento dei tributi.

Che cos’è il Bonus Pos, come si richiede e si applica?

Il Bonus Pos è il nome del credito di imposta su commissioni per i pagamenti elettronici. L’Agenzia delle Entrate spiega che questa agevolazione è destinata a imprenditori o lavoratori autonomi con ricavi o compensi inferiori ai 400.000 euro.

Applicata sui pagamenti elettronici dal primo luglio 2020, il credito è pari al 30% delle commissione addebitate per le transizioni effettuate con privati consumatori mediante strumenti di pagamento tracciabili.

Sul sito dell’Agenzia si legge che i soggetti destinatari dell’obblico di comunicazione sono: i prestatori di servizi di pagamento che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento elettronici per le transazione tracciabili. Sono Pos fissi o portatili, con fessura di inserimento, a strisciata o con sensore chip, possono anche accettare i pagamenti effettuati tramite smartphone sempre più frequenti.

Il provvedimento del 29 aprile 2020 ha definito le nuove modalità per la comunicazione dei dati delle commissioni applicante. Invece, la risoluzione numero 48/E del 31 agosto 2020, l’Agenzia ha istituito il codice tributo da inserire nel modello F24: numero 6916.

Credito imposta pagamenti elettronici, ulteriori informazioni

E’ importante leggere le istruzioni della risoluzione di agosto appena descritta per l’applicazione corretta del codice tributi su F24.

Come spiega il testo: il credito è utilizzabile solo in compensazione, ai sensi dellai sensi

dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal mese successivo

a quello di sostenimento della spesa.

Il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il codice tributo 6916 è esposto nella sezione Erario, colonna “importi a credito compensati“. Troverete anche dei campi dove indicare mese di riferimento e anno di riferimento realiti al mese e all’anno in cui la commissione è addebitata.