Assegno solo per chi non lavora da parte dell’INPS

Come deve arrivare a fine mese chi non lavora?

Già…come dovranno fare?

L’INPS, annuncia che sarà erogato un assegno solo per chi non lavora

Ma…tutto ciò ha scatenato polemiche…

Chi ha scatenato polemiche a riguardo dell’assegno solo per chi non lavora?

Le polemiche sono arrivate da parte dei cittadini e dalle associazioni che, non accettano, che l’assegno venga erogato ai disabili che non lavorano.

Secondo loro questa è una “discriminazione sociale” perché tutti hanno diritto ad un lavoro, ovviamente, secondo le proprie possibilità.

E’ più giusto, un lavoro con un reddito sicuro che un assegno di pochi spiccioli per tirare avanti.

Lo Stato, in primis, deve garantire il lavoro a tutti: anche a coloro che non stanno fisicamente bene perché anche chi  disabile ha diritto ad avere un lavoro sicuro.

Questo atteggiamento da parte dell’INPS ha sconvolto tutti soprattutto coloro che si occupano di disabili…

La decisione dell’INPS sull’erogazione dell’assegno solo per chi non lavora

In precedenza, l’assegno, era erogato anche a chi non percepiva una retribuzione maggiore di 400€ al mese: ora, invece, per chi svolge un lavoro precario non è più possibile ricevere l’assegno perché è solo per chi ha una parziale disabilità e non svolge nessun lavoro.

Fino a poco tempo fa, chi presentava un’invalidità tra il 74 e il 99%, poteva ricevere l’assegno di invalidità anche se aveva un reddito: prima, bastava avere un importo inferiore a 4.931€ annuo, e si poteva usufruirne.. dora in poi, non sarà più così.

Questa nuova proposta, secondo il presidente della Fish (Federazione Italiana per il superamento dell’handicap), Vincenzo Falabella, sta creando molte difficoltà…

Le preoccupazioni dopo l’annuncio dell’INPS

Falabella, ha informato, che ci sono state molte richieste di informazioni dopo questo annuncio.

Chi è incluso in questa proposta, non sa se rinunciare all’assegno o se licenziarsi…

…ma come vivrà una vita dignitosa a seguito a questa decisione dell’INPS?

La Fish è subito intervenuta chiedendo la revisione della normativa sperando che si risolva qualcosa perché è importante che anche i disabili possano lavorare.

Purtroppo, oggigiorno, il concetto di inclusione sociale si sta allontanando da parte dello Stato, dalla realtà quotidiana di chi ha problemi di disabilità.

Lo Stato ha un “limite” nei confronti della disabilità e dei problemi dei disabili.

I disabili hanno difficoltà economiche proprio a causa del mancato lavoro, che nel tempo, porterà sempre più ad un impoverimento.

L’esclusione sociale, porta anche maggiori problemi perché, i disabili, vengono emarginati: invece la dignità e l’uguaglianza è un diritto di tutti.

La speranza è sempre che tutti vengano coinvolti nel mondo del lavoro…