Roma ospita un confronto internazionale dedicato a uno dei temi più sensibili del panorama contemporaneo: la guerra ibrida e cognitiva e il suo impatto sulla qualità dell’informazione e sui sistemi democratici.
L’appuntamento è fissato per il 27 maggio alle ore 15 nella sede del Parlamento europeo in Italia, in Piazza Venezia, con l’incontro intitolato “Europa alla sfida della guerra ibrida e cognitiva: responsabilità dell’informazione”, promosso dall’Osservatorio TuttiMedia in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.

Al centro del dibattito fenomeni sempre più rilevanti come fake news, manipolazione algoritmica, propaganda digitale e attacchi informatici, considerati oggi strumenti di influenza capaci di incidere sul rapporto tra cittadini, istituzioni e realtà dei fatti.
Nel presentare l’iniziativa, il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza ha sottolineato come la sfida attuale richieda un rafforzamento del ruolo dell’informazione libera e responsabile, chiamata a difendere la tenuta democratica attraverso trasparenza e consapevolezza.
L’incontro vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee e italiane
L’incontro vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee e italiane, autorità regolatorie, mondo accademico, editori e operatori del settore digitale e radiotelevisivo. Tra gli interventi anche quello di esponenti di Agcom, Rai, Commissione europea, Parlamento europeo e principali gruppi editoriali.
Diversi contributi mettono in evidenza la trasformazione dell’ecosistema informativo: la crescente centralità delle piattaforme digitali, il ruolo degli algoritmi nella selezione dei contenuti e l’impatto dell’intelligenza artificiale nella costruzione della percezione pubblica.

Secondo la presidente della Vigilanza Rai Barbara Floridia, il contesto attuale impone nuovi strumenti di tutela del pluralismo, mentre per il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli il lavoro giornalistico si concentra sempre più sulla verifica e sulla contestualizzazione in ambienti informativi saturi e frammentati.
Dal fronte accademico, viene evidenziato come la formazione dei professionisti dell’informazione rappresenti una componente strategica per contrastare la disinformazione, mentre ulteriori interventi richiamano la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica, regole e tutela della democrazia.
Le conclusioni saranno affidate a Derrick de Kerckhove, che inquadrerà la guerra cognitiva come una trasformazione profonda del modo stesso in cui viene percepita la realtà, con effetti diretti sulla costruzione del consenso e sulla stabilità sociale.


